VOCI VIOLENTE. La violenza sulle donne nel mondo della musica. Venerdì 23 novembre al Punkrazio

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In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Sortello Donne Pomezia quest’anno dedica una serata al mondo della musica con il focus “VOCI VIOLENTE. La violenza sulle donne nel mondo della musica”. L’iniziativa, nata in collaborazione con il Punkrazio, sarà accompagnata da incursioni musicali e teatrali e da una cena di autofinanziamento.

Appuntamento venerdì 23 novembre ore 19.00 al Punkrazio (via del Mare 32). Vi aspettiamo!

Mobilitazione nazionale contro il DDL Pillon. Sabato 10 novembre 2018

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Il 10 novembre Sportello Donne Pomezia sarà insieme a Non Una Di Meno a Roma, in piazza della Madonna di Loreto, dalle ore 11.00, con la rete dei Centri anti-violenza per respingere il Disegno di legge Pillon che propone un modello di società fondato sulla famiglia patriarcale e che attacca direttamente l’autodeterminazione delle donne.

L’intento dichiarato del senatore leghista  membro e promotore del gruppo parlamentare Vita Famiglia e Libertà  nel presentare il Disegno di Legge in questione è quello di svuotare di efficacia l’istituto del divorzio. Se il DdL Pillon sarà approvato:

  • sarà più difficile e costoso separarsi e bisognerà organizzare le proprie vite e la cura di figli figlie secondo un contratto di diritto privato sottoscritto a seguito della mediazione familiare obbligatoria a pagamento;
  • la «bigenitorialità», così come intesa nella proposta di legge, non favorirà una condivisione della cura in base alle possibilità e ai desideri dei genitori, ma imporrà una rigida spartizione del tempo. A bambini e bambine non viene riconosciuta alcuna possibilità di scelta o diritto di espressione;
  • pur invocando l’uguaglianza della «responsabilità genitoriale», la proposta di legge non cancella gli squilibri esistenti nel lavoro di cura, produttivo e riproduttivo. L’assegno di mantenimento verrà abolito: chi si trova in una situazione di maggiore dipendenza economica e povertà – quasi sempre le donne – sarà sottoposta a un vero e proprio ricatto economico, affronterà la separazione o il percorso di liberazione dalla violenza domestica al prezzo di una crescente precarietà;
  • finché la violenza domestica non è «comprovata» (come dice la proposta, senza ulteriori chiarimenti), bambini e bambine saranno costretti ad avere rapporti con il padre violento e una donna che denuncia la violenza subita dal marito, sarà facilmente sospettata di manipolare i figli contro il padre, rischiando di perdere la «responsabilità genitoriale»;
  • la scelta di libertà sarà resa ancora più pesante per le donne migranti il cui permesso di soggiorno è legato a quello dei mariti e sarà per tutte e tutti fortemente limitata da un sistema di welfare fortemente familistico e fondato sul matrimonio.

Prima tappa verso la manifestazione nazionale contro la violenza di genere del 24 novembre a Roma.

FIACCOLATA PER MARIA E PER TUTTE LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

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Maria Augustina è morta venerdì 26 ottobre. A Santa Palomba, Pomezia. Aveva solo 23 anni.

Ultima di una lunga e drammatica lista di donne vittime della violenza maschile. Maria aveva deciso di lasciare il fidanzato e convivente. Quest’ultimo, venerdì notte ha cercato di convincere Maria a tornare insieme. Al suo rifiuto le ha sparato, uccidendola. Maria è morta per mano di quella violenza che pretende di chiamarsi amore, che si maschera da quello che non è. Maria è morta di femminicidio e di patriarcato.

Da tempo ci battiamo affinché si affronti la gravosa piaga dell’endemica violenza contro le donne, un fenomeno strutturale e purtroppo trasversale a tutte le classi sociali e a tutti i paesi. Una violenza che inizia dalle parole che si utilizzano per raccontare questi odiosi fatti di cronaca e si perpetua nell’indifferenza in cui muoiono o subiscono violenza un numero sempre troppo alto di donne. Maria ne è l’ultimo, tragico esempio. Abbiamo appreso la notizia della sua morte da scarni trafiletti di giornali locali che non hanno avuto nemmeno la sensibilità di scrivere il suo nome. La cronaca ci raccontava solo di una “prostituta” uccisa per strada. Un’etichetta, quella di prostituta, che certo non rende giustizia della vita di questa giovane donna e che ha forse lo scopo di sminuire l’accaduto agli occhi dell’opinione pubblica.

Abbiamo così deciso di organizzare a Pomezia, venerdì 2 novembre alle ore 19:00, una fiaccolata in Piazza Indipendenza per stingerci intorno a Maria, restituirle un volto ed un nome.

Scendiamo in piazza per ricordare Maria e tutte le donne che l’ultimo anno sono state uccise dalla violenza sessista.

Ci riuniamo perché non vogliamo che il suo corpo violato sia l’ennesimo corpo inghiottito nell’oblio in cui la narrazione quotidiana dei femminicidi ricaccia le vittime di violenza sessista. Le parole utilizzate, vogliamo ribadirlo, sono importanti, risignificano gli orizzonti culturali in cui viviamo. Tacere i nomi ed etichettare sbrigativamente queste donne significa perpetuare nei loro confronti un altro atto di violenza.

Manifestiamo perché non possiamo più accettare le insopportabili strumentalizzazioni politiche dei casi di violenza di genere da parte di alcuni esponenti politici. Non permetteremo che alcun caso di violenza sulle donne sia più utilizzato per beceri scopi elettorali o per alimentare la retorica razzista e xenofoba. Queste strumentalizzazioni sono l’ennesima violenza contro le donne e mal celano la volontà politica di non affrontare il problema alla radice, sviando l’attenzione dell’opinione pubblica su particolari inessenziali, quali il colore della pelle e lo status dell’assassino o il colore della pelle e lo status della vittima. La violenza contro le donne, lo vogliamo ribadire con forza, non ha colori. Si tratta piuttosto della cultura diffusa che considera la donna esclusivo possesso dell’uomo. Ci battiamo affinché crolli il muro di indifferenza che circonda questi episodi, e si inizi quel necessario lavoro culturale di rottura delle gerarchie e degli squilibri tra i generi attraverso l’educazione al rispetto della donna, della sua libertà e della sua dignità.

Chiediamo a tutte le nostre concittadine e a tutti i nostri concittadini di unirsi a noi.

Sportello Donne Pomezia

ArciLesbica Roma

Rete Antirazzista Pomezia