Sportello Donne al Pronto Soccorso di Pomezia. Dal 22 marzo ogni mercoledì e venerdì

Nasce a Pomezia lo Sportello Antiviolenza al Pronto Soccorso. Dal 22 marzo 2017 Sportello Donne Pomezia, grazie alla collaborazione tra il Comune e la Clinica Sant’Anna, opererà all’interno del Pronto Soccorso cittadino.

Lo Sportello all’interno del Pronto Soccorso sarà attivo il mercoledì e il venerdì dalle ore 18.00 alle ore 21.00, sarà aperto a tutte le donne e avrà l’obiettivo di attuare interventi di prevenzione e contrasto del fenomeno della violenza di genere mettendo in rete i servizi presenti sul territorio; individuando modalità operative e strategie condivise di intervento efficaci e funzionali che possano concretamente tutelare e mettere in protezione le donne che subiscono violenza e i loro figli.

Nella piena attuazione del Protocollo d’intesa “Per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne” siglato il 26 novembre scorso tra i Comuni di Pomezia e Ardea, la Polizia Locale, la Clinica Sant’Anna, il Pronto Intervento Sociale e lo Sportello Donne Pomezia, si ribadisce l’importanza di un modello integrato, basato su meccanismi di cooperazione tra i diversi attori coinvolti, che fornisca protezione e sostegno alle donne sotto vari aspetti, da quello sanitario a quello giuridico, sociale, economico, psicologico.

Sportello Donne Pomezia continuerà il ricevimento presso l’Ufficio Cultura in via Pier Crescenzi il giovedì dalle 15.30 alle 17.30. Mercoledì e Venerdì, dalle 18.00 alle 21.00, sarà presso il Pronto Soccorso della Clinica Sant’Anna.

Si ricorda a tutte che è possibile recarsi allo Sportello in entrambe le sedi.

23 gennaio 2016. SPORTELLO DONNE COMPIE 3 ANNI!

compleanno sportelloSportello Donne Pomezia compie tre anni.

Un grande traguardo per un progetto nato dalla volontà di otto donne che hanno deciso di unirsi per mettersi a servizio delle donne del territorio e dell’intera comunità. In questi tre anni molta strada è stata fatta: oggi Sportello Donne Pomezia è una realtà riconosciuta dalle istituzioni, dalle associazioni e dalla cittadinanza.

Attivo sul territorio dal 23 gennaio 2013, attualmente riceve il mercoledì dalle 9 alle 11 e il giovedì dalle 15.30 alle 17.30 a Piazza San Benedetto da Norcia – 2° Piano, presso l’Ufficio Politiche Sociali del Comune di Pomezia (Palazzo Anagrafe). In questi tre anni Sportello Donne Pomezia ha ricevuto oltre 100 donne, di cui 35 casi di violenza, per la maggior parte subite dentro le mura domestiche.

Altre donne ci hanno contattate per motivi svariati: separazioni e divorzi, depressione, isolamento, difficoltà a trovare lavoro, difficoltà nell’affrontare situazioni familiari, informazioni sulla gravidanza, consulenza su mariti dipendenti da alcol, internet, gioco, consulenza su figli minori con disagi sociali e psicologici. Tuttavia è difficile tracciare una linea netta tra le diverse necessità, perché spesso ogni storia porta con sé differenti bisogni da accompagnare e affrontare contestualmente. Le tipologie di casi si intrecciano, i confini delle classificazioni sono sottili.

Insomma, i dati sono importanti ma non sono tutto. Soprattutto per un fenomeno così difficile da intercettare a livello sociale, e perché il primo passo non scontato è quello culturale: prima di essere denunciata, la violenza va riconosciuta. Le donne che decidono di rivolgersi allo Sportello hanno già preso coscienza della loro situazione, ma ce ne sono molte altre che non riescono a fare questo passo.

Dalla violenza non si esce da sole. Una relazione violenta indebolisce costantemente l’autostima di chi subisce le violenze, uscirne è difficile e richiede il sostegno di servizi dedicati e professionalità specifiche. Per questo il lavoro che fanno i centri antiviolenza e le associazioni di donne è così prezioso.

In particolare, ormai da tre anni il nostro intento specifico è quello di combattere l’isolamento delle donne, che è un fenomeno particolarmente radicato in un territorio come il nostro, troppo spesso ridotto a dormitorio industriale e periferico rispetto a ogni tipo di centro dove poter condividere qualsiasi cosa. Qui, come in altri territori, sono soprattutto le donne a pagare il prezzo di questo isolamento “spaziale”. Spesso, per una serie di motivi, sono proprio le donne che si trovano costrette a vivere in quartieri periferici senza automobile, senza lavoro, alcune volte con i loro piccoli appena nati e senza una rete di trasporti che possa consentire una mobilità e un agio negli spostamenti. Questo si traduce spesso in un isolamento totale anche in termini di relazioni con altre donne.

Dal dicembre dello scorso anno Sportello Donne sta lavorando alla tessitura di una rete tra diversi soggetti sul territorio, un lavoro che ha incluso tavoli di discussione per la stesura di un vero e proprio protocollo d’intesa, ormai in dirittura d’arrivo, che servirà a condividere procedure e casi con presidi socio-sanitari, servizi sociali e forze dell’ordine e altre associazioni del territorio. Il protocollo farà leva anche sulla necessità da parte delle istituzioni di farsi carico della formazione dei soggetti e degli attori sociali coinvolti, così come degli operatori a vari livelli, nonché delle forze dell’ordine. Non tutti, infatti, sono preparati ad accogliere donne che denunciano casi di violenza. Spesso, e le segnalazioni che diverse donne ci hanno fatto in queste mesi ne sono la dimostrazione, chi entra immediatamente in contatto con una donna vittima di violenza – e si tratta nella maggior parte dei casi di forze dell’ordine o di pronto soccorso – non ha la formazione, la cultura e gli strumenti adatti ad aiutare veramente le donne: una donna che ha appena ricevuto violenza non può essere rimandata a casa e lasciata sola alla sorte, va protetta e sostenuta, e questo è il ruolo delle istituzioni.

CIAK! Tu chiamale se vuoi…emozioni!

Per festeggiare il compleanno Sportello Donne Pomezia organizza l’evento “Ciak! Tu chiamale se vuoi…emozioni”, la proiezione di due film da vedere con occhi diversi: non più solo come evasione ma anche come strumento di trasformazione personale attraverso la condivisione delle emozioni suscitate dalla visione della pellicola insieme al gruppo, con la conduzione di due operatrici.
La programmazione è gratuita e si terrà presso la libreria Odradek di Pomezia in via Roma 39:

sabato 6 febbraio, dalle 16,45 alle 20,00 proiezione del film: Agata e la tempesta (regia di S. Soldini)
sabato 20 febbraio, dalle 16,45 alle 20,00 proiezione del film: La finestra di fronte (regia di F. Özpetek)

È gradita la prenotazione inviando una email a: sportellodonnepomezia@gmail.com

Sportello Donne Pomezia
0691146273 – 388 1586901
sportellodonnepomezia@gmail.com
http://www.sportellodonnepomezia.wordpress.com

Sociale in Rete. Sabato 19 dicembre a Pomezia

Sportello Donne Pomezia partecipa al progetto del Comune “Sociale in Rete”. Vi aspettiamo sabato 19 novembre dalle 9.00 alle 17.00 presso i Giardini Petrucci di piazza Indipendenza. Il nostro sportello – insieme agli altri progetti attivi sul territorio – sarà presentato alle 11.00 in aula consiliare.

sociale in rete

Violenza di genere, l’incontro a Pomezia

sportelloIn occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 29 novembre, presso l’Aula consiliare del Comune di Pomezia, si è svolto un incontro organizzato da Sportello Donne Pomezia per  discutere sul fenomeno della violenza di genere, spesso relegato nella sfera privata, ma che di fatto riguarda tutte e tutti.

Nei saluti di apertura, la vice Sindaco Elisabetta Serra ha sottolineato l’importanza delle attività di Sportello Donne Pomezia: “Con l’attivazione di questo spazio a favore delle donne del territorio, ospitato presso i Servizi sociali,  l’amministrazione ha voluto dare un  sostegno per contrastare la violenza contro le donne, e un input a tutta la cittadinanza perché sviluppi una maggiore consapevolezza della differenza di genere”.

I dati nazionali che emergono sul  femminicidio sono soltanto la punta di un iceberg di un fenomeno molto più complesso, che dall’inizio dell’anno fino ad oggi conta più di 170 vittime. “Ogni due giorni un uomo uccide una donna, ogni 10 delitti, 7 avvengono nell’ambito della famiglia. Nel 2012, le donne ammazzate sono state 157 e nel 2013 sono aumentate del 14%(Rapporto Eures 2013)”, afferma Claudia Bruno, giornalista e operatrice di Sportello Donne che ha condotto i lavori. “Il nostro servizio è attivo dal gennaio 2013, ed ha finora accolto circa 60 donne, 20 delle quali hanno riportato casi di violenza: dal mobbing allo stalking, ma la maggior parte ha subito violenza privata tra le mura domestiche”.

La maggior parte delle violenze sulle donne – fisica, psicologica, sessuale, economica e persecutoria – rimangono nascoste tra le mura domestiche da meccanismi di omertà familiari e sociali. L’avvocata Sabrina Mercuri, consulente di Sportello Donne, ha approfondito alcuni passaggi della recente normativa. “La legge n. 119 del 15 ottobre 2013, meglio conosciuta come legge sul femminicidio, ha introdotto e modificato alcune disposizioni penali e procedurali, in una prospettiva di prevenzione e di contrasto alla violenza contro le donne. La  cosiddetta Convenzione di Istanbul, ratificata dall’ Italia  con L. 77 del 27 giugno 2013, la definisce addirittura come una violazione dei diritti umani, ma spesso viene considerata solo come una ‘cosa privata’”. Alle violenze subite dalle donne assistono di frequente bambini e ragazzi.  “È la cosiddetta violenza ‘assistita’: una violenza che il minore vede, sente e ricorda, e che può alterare  l’equilibrio  psicofisico della sua crescita in modo irreparabile, con tutte le conseguenze che ne possono derivare”, conclude la legale.

Oltre alle leggi e alle manifestazioni, il contrasto alla violenza sulle donne si gioca sul piano culturale, con iniziative rivolte soprattutto ai più giovani, a partire dai banchi di scuola. “Per la Giornata mondiale sui diritti dell’ infanzia, lo scorso mese abbiamo organizzato due eventi a cui hanno partecipato circa 500 alunni dell’ Istituto Comprensivo di Via della Tecnica (scuola dell’infanzia, primaria e medie inferiori) . È previsto anche un incontro con i genitori per il prossimo 10 dicembre. L’educazione alla differenza di genere è stato il fil rouge del nostro intervento, perché crediamo che lavorare per la prevenzione della violenza contro le donne significhi anche intervenire nelle scuole per sensibilizzare i più piccoli al rispetto dell’altro, ma prima ancora al rispetto di se stessi, a prescindere dall’ identità di genere”, sostiene Serena Camillo, psicologa e operatrice dello Sportello.

Necessaria dunque la diffusione di una cultura di genere per educare, prevenire e promuovere  comportamenti responsabili tra i più giovani. “Incontri come questi servono a far prendere coscienza a studenti, ma anche ai docenti, dei ruoli maschile e femminile, che nella nostra  società ci riportano a un cultura che considera  la prevaricazione dell’uomo sulla donna come un elemento possibile di una relazione affettiva”, aggiunge Marina Landolfi, sociologa e operatrice. “Nelle attività, abbiamo stimolato il confronto sull’ identità di genere: essere diversi non significa che ci sia un dominato e un dominatore, ma che ognuno ha le proprie inclinazioni, al di là dei modelli stereotipati che la cultura ci impone”.

Sono inoltre intervenute: Daniela Hondrea (Sportello Immigrazione Pomezia), l’ Associazione ‘Le Mamme di Pomezia’ (Banca del Tempo Pomezia) e Laura Storti, psicanalista, responsabile del Consultorio “Il Cortile”, Casa internazionale delle Donne di Roma che, impegnata da anni in difesa dei diritti delle donne, ha insistito molto sull’intensità e il logorio del lavoro sociale, che non può essere lasciato in mano al volontariato, ma che deve  essere preso in carico dalle istituzioni, con risorse e investimenti concreti per combattere strutturalmente il fenomeno della violenza contro le donne.

“Sulla base di queste premesse – hanno concluso le volontarie di Sportello Donne – riteniamo fondamentale l’impegno del Comune di Pomezia a sostegno di un progetto di ascolto, consulenza e sostegno per le donne del territorio che non può e non deve essere lasciato soltanto alla determinazione e alla passione di soggetti che operano a titolo volontario, e quindi per forza di cose a termine, né tantomeno alla spiccata sensibilità dell’Amministrazione sul tema. Ciò che auspichiamo è che un servizio di questo tipo diventi una struttura permanente dell’Ente, in rete con i soggetti sociali, che possa contare su investimenti concreti in termini di risorse, consulenze, formazione, pubblicizzazione, andando a colmare un vuoto non più derogabile nel territorio”.

In conclusione è stato proiettato il video “Le Donne del Muro Alto”, realizzato dall’associazione Per Ananke con le donne del carcere di Rebibbia.

Il video integrale dell’incontro (a cura di La Voce)

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Incontro-dibattito sabato 29 novembre a Pomezia

locandina_29novembre2014_pdf25 novembre 2014
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Quante donne vengono uccise da mariti, compagni, fidanzati o ex?
Quante donne subiscono violenza tra le mura domestiche?
Quante donne denunciano i loro aggressori?
Quante donne si sentono sole?

Sportello Donne Pomezia
vi invita

SABATO 29 NOVEMBRE 2014 ORE 10.00
Aula consiliare del Comune di Pomezia
Piazza Indipendenza n. 8

 

 

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre di ogni anno, Sportello Donne Pomezia – spazio di ascolto, informazione e consulenza rivolto alle donne del territorio – invita le cittadine e i cittadini di Pomezia ad un incontro che mette al centro la questione della violenza di genere, nelle sue diverse accezioni.

«L’obiettivo non è celebrativo – spiegano le operatrici – Sportello Donne Pomezia vuole coinvolgere l’intera comunità su una questione troppo spesso relegata nella sfera del privato. La violenza sulle donne è un fenomeno radicato nella cultura e trasversale a ogni strato sociale, è una questione che ci riguarda tutte e tutti».

 

COORDINA:

Claudia Bruno
giornalista, Sportello Donne Pomezia

INTERVENGONO:

Elisabetta Serra
vice Sindaco di Pomezia

Marina Landolfi, Serena Camillo
Sportello Donne Pomezia

Sabrina Mercuri
avvocata collaboratrice di Sportello Donne Pomezia

Daniela Hondrea
Sportello Immigrazione Pomezia

Elisabetta Laino
Banca del Tempo Pomezia

Laura Storti
psicanalista, Responsabile del Consultorio “Il Cortile”
Casa internazionale delle Donne di Roma

Proiezione del video “Le Donne del Muro Alto” dell’associazione Per Ananke

IN MEMORIA DI MARY. POMEZIA DICE “BASTA AL FEMMINICIDIO”

in memoria di maryIl 18 agosto 2014 a Monasterace in Calabria, Mary Cirillo, una donna di 33 anni, madre di quattro figli, è stata ammazzata dal marito. Il 9 novembre 2014, a Pomezia, un gruppo di donne, in collaborazione con Sportello Donne Pomezia, ha organizzato una serata per non dimenticare Mery, per raccogliere fondi da destinare al sostegno dei suoi quattro bambini, ma soprattutto per dire “Basta al femminicidio”.

Una serata molto partecipata: tante le donne che hanno accolto l’invito di Graziella Squillace, promotrice dell’evento, e che hanno partecipato portando il loro contributo e la loro esperienza: insegnanti, studentesse, sociologhe, psicologhe, attrici hanno fatto sentire la loro voce contro la violenza di genere, non solo per dare un senso alla morte di Mary, ma per denunciare una violenza che si radica nella nostra società, in una cultura maschile e patriarcale che uccide una donna ogni tre giorni, per denunciare il silenzio e l’omertà di chi sa e non fa niente, per chiedere alle istituzioni di intervenire in maniera strutturale e non solo attraverso le leggi.

All’evento, che si è svolto all’Hotel Antonella, hanno partecipato le professoresse del liceo Pascal di Pomezia Antonella Castaldo, Lorella Mambelli e Anne-Marie Peduto, la sociologa e operatrice di Sportello Donne Pomezia Anna Mirarchi, la psicologa del Comune di Pomezia Katia Matteo, la docente di lingua e letteratura inglese Nada Hamdan dal Kuwait. In apertura è stato proiettato il video/denuncia “Stop Al Femminicidio” di Pasquale Squillace. Durante la serata sono state lette delle poesie dalla professoressa della scuola media Orazio Antonella Venditti. In chiusura l’attrice Federica Barcellona ha messo in scena una performance tratta da “Casa di Bambola” di Ibsen.

Erano presenti Giovanna Cirillo, sorella di Mary, e l’avvocato Marco Rugo, legale della famiglia.